Andria una strage di pendolari

Strage-ferroviaria-Puglia

Riporto il comunicato emesso dal movimento No Tav dopo l’incidente della scorsa settimana. Faccio però due cappelli introduttivi.

Il primo affidato alle parole di Infoaut:
In Italia i km di linea ferroviaria sono circa 22000 di cui oltre 15000 sono a binario unico e la causa di questa strage è lo scontro su di un binario unico. Lo stato investirà, parola di Renzi-Del Rio tra il 2014 e il 2020 1,8 mld di euro al sud per le linee prioritarie (linee ad alta velocità o già a doppio binario). Le altre linee, come ad Andria sono abbandonate alle regioni, la Puglia investirà 0.25 mld nello stesso periodo sulle linee pendolari. Si parla in questi giorni di aziende private che gestivano la tratta, non è vero.Queste aziende sono il frutto della privatizzazione delle ferrovie statali e vengono mantenute con i soldi dei contribuenti, in particolare con fondi regionali. Va da sè ciò che segue.

Il secondo mio personale:
Come al solito, stato e privati si autoassolvono con la favoletta dell’errore umano. Cascare in questa scappatoia fatalista però evidenzia una scandalosa mancanza dei fondamentali della cultura operaia, che è nostro compito combattere. L’errore umano può esserci, ma matura in condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro avverse. Nella fattispecie le condizioni avverse sono la pericolosità della linea a binario unico e la mancanza del più elementare sistema di blocco automatico. Questa è una posizione seria e anche una posizione coerente alla razionalità che ha ispirato le leggi in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, non certo prodotte da parlamenti bolscevichi. E se la condizione avversa sono la pericolosità del binario unico e la mancanza del sistema di blocco, e se è vera come è vera la premessa di Infoaut sopra riportata (che indica nel binario unico il tipo di tratta più diffuso nel nostro paese), allora ritorniamo alla responsabilità politica della strage: uno stato che ha scelto (una scelta politica e di classe ben precisa) di investire nel trasporto per ricchi mentre poveri, lavoratori pendolari e studenti vengono tenuti in condizioni di sicurezza precarie e di qualità del servizio pessime. A dover essere messo in discussione è quel modello di sviluppo nei trasporti, che comprende le scelte in fatto di Tav e di privatizzazione delle linee, di gestione dei fondi destinati alle loro sistemazione e di conseguenti carenze nella sicurezza.

Di seguito il comunicato No Tav:
Il tragico scontro di martedì 12 luglio tra due treni, costato la vita a decine di persone, avvenuto presso Andria in un tratto ancora a binario unico sulla linea pendolari Bari – Barletta, gestita dalla società Ferrotramviaria s.p.a., non può non far pensare al fatto che da decenni in Italia tutti i governi che si sono succeduti, compreso il governo Renzi, hanno speso e spendono miliardi per le linee ad alta velocità, costose e poco utilizzate ma assai redditizie per la lobby dei grandi costruttori, mentre hanno tagliato e tagliano fondi e personale su quelle dei treni regionali e interregionali, di cui usufruiscono centinaia di migliaia di lavoratori, studenti, famiglie che vedono questi servizi diminuire e peggiorare.
Esprimiamo le nostre condoglianze alle famiglie colpite dalla strage, e rilanciamo la lotta per fermare l’Alta Velocità (Torino – Lione, Terzo Valico etc.), destinando i fondi risparmiati al miglioramento del trasporto pubblico locale, affinchè tragedie come questa non abbiano più a ripetersi.
Movimento NOTAV
13 luglio 2016

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