Carlo Pallavicini

Mi chiamo Carlo Pallavicini, ho 27 anni e sono laureato in politica amministrativa.
Nella mia vita ho fatto un po’ di tutto: dalle campagne del pomodoro estive al barista, dal facchino ai lavori di scrivania. Pratico nuoto e boxe thailandese. Ascolto soprattutto musica punk, hip hop ed elettronica d’autore, anche se ho grande rispetto per il rock prodotto tra il ’65 e il ’72 in America e per i cantautori italiani.
Per motivi ed esperienze personali, ho nel cuore la battaglia del popolo Palestinese contro l’imperialismo Israeliano (in cui è coinvolta anche l’Italia) e la difesa dei soggetti diversamente abili, in particolare le persone affette da sindrome di Down. Questo blog è stato creato in occasione delle elezioni comunali del 2012 ma ho deciso di tenerlo attivo come strumento di diffusione delle mie idee come megafono per le inizative oraganizzate dalla galassia della sinistra in città.

Dal 2005 sono iscritto a Rifondazione Comunista e dal 2007 ad oggi ho ricoperto l’incarico di capogruppo di Rifondazione Comunista nel Consiglio Comunale di Piacenza. E’stata un’esperienza altamente formativa, nella quale ho imparato che non piegarsi ai compromessi imposti dalla “politica ufficiale” ha un prezzo molto alto: ogni volta che ho attaccato poteri forti e privilegiati l’isolamento in cui mi sono trovato dentro al “palazzo” è stato assoluto, per fortuna superato dall’affetto di tante compagne e compagni nella vita di tutti i giorni.

Come consigliere comunale, la mia azione si è svolta su due direttrici principali. La prima è stata la difesa, nonostante il periodo di crisi e la scarsità di risorse, del livello di servizi alla persona (dall’infanzia agli anziani) che lo ha reso Piacenza un’eccezione positiva nel panorama italiano. Si tratta di tutti quegli interventi sul sociale che non fanno notizia, che non attirano l’attenzione ma che influiscono sulla vita delle persone più di una festa per “ggiovani” patrocinata dal comune o di un senso unico stradale.

L’altra battaglia è stata la difesa dei beni comuni, fronte sul quale mi sono trovato troppo spesso da solo. Credo sia importante sottrarre agli interessi speculativi privati beni come l’acqua e l’aria, il verde pubblico e l’edilizia scolastica o popolare. La lotta per difendere questi beni, unita all’organizzazione che richiede, è la mia personale declinazione della parola “comunismo”: lotta e organizzazione, appunto.

Ma la mia attività politica in questi anni non si è limitata al “palazzo”. Insieme a tante e tanti ho infatti contribuito alla nascita del “Network Antagonista Piacentino”, una rete che, partendo dalla giovanile di Rifondazione Comunista, punta a coagulare intorno alle lotte altri gruppi, collettivi o anche semplici soggettività slegate da qualunque organizzazione. E’infatti mia convinzione che nessuna sigla della galassia della sinistra sia ad oggi sufficiente per opporsi alle conseguenze della crisi economico/finanziaria del capitalismo, e tanto più in una piccola città come Piacenza ritengo si debbano unire le forze senza stare a guardare le tessere nel portafoglio!

Prima come giovanile di Rifondazione e poi come Network Antagonista Piacentino abbiamo organizzato e condotto la lotta in città contro l’abominevole “riforma” Gelmini, che distrugge scuola e università e compromette le speranze di ripresa del nostro paese. Ma ci siamo anche battuti contro le derive razziste di un partito come la Lega Nord, sempre pronta a indicare capri espiatori in coloro che sono invece l’ossatura del tessuto produttivo italiano. Abbiamo partecipato ai principali appuntamenti di movimento nazionali: dal’’assedio al senato a  Roma alla lotta alla NATO a Vicenza, dalla difesa della Val Susa al contro g-8 di Torino. Siamo stati a fianco dei lavoratori in lotta nell’inferno del polo logistico, dove chilometri di cemento hanno inghiottito la campagna per instaurare condizioni di lavoro simil-schiaviste. Abbiamo lottato con loro all’Astra, all’RDB, alla TNT, a MoviModa. Guardare negli occhi la dignità di chi lascia il suo paese e ha il coraggio di alzare la testa per non farsi calpestare qui in Italia è stata per me e gli altri studenti un’esperienza più formativa di tanta università “liberista”.

 

11 thoughts on “Carlo Pallavicini

  1. Carlo Pallavicini ha dimostrato come un giovane ragazzo possa impegnarsi per la propria città. Certo ha l’impulsività dei giovani ma in questi anni di militanza nel Consiglio comunale di Piacenza è cresciuto e mi piace. Spero che sia rieletto per poter continuare a crescere …. una speranza per la “politica” del domani

  2. caro pallavicini a piacenza stai commettendo un grave errore nella vertenza ikea se riuscirai nel’intendo di fare chiudere l’azienda molte persone verremo a bussare alla tua porta chiedendo un lavoro perciò accetta un consiglio dai le dimissioni stai perdendo

    • Dimmi la verità: ti pagano er spargere queste paure infondate? No perchè se no dopo che queste cavolate erano già state sbandierate due anni fa senza ottenere successo (anche un bambino capisce che IKEA non può spostarsi da Piacenza) il costo di far ridere insistendo si può sopportare solo venendo pagati! Bellaaa…

  3. Ho una domanda perché non ho chiaro un passaggio: perché’ 33 facchini (e mi domando se tutti Africani) il giorno 14 aprile durante il turno di lavoro in ikea hanno smesso di lavorare? Perche’? Erano stanchi, infortunati, ammalati? Mi pare da quanto leggo e vedo riportato nei filmati che tutto sembra possibile. Non lavorare, fare violenza a dei camionisti che arrivano da lontano non per trasportare amianto o rifiuti tossici illegalmente ma materiale sano da stoccare in regolare permesso di transito nel rispetto anche delle norme ambientali. Questi camionisti (mi piace ricordare che su un camion c’è’ una persona) vengono forzati a fermarsi. E’ una violenza a cui risponde una istituzione legalmente riconosciuta che e’ la questura con le sue forze dell’ordine e disposizioni di sicurezza. Lo sciopero per forza deve esprimere violenza? Allora il
    mio diritto di sciopero come lavoratore e’ limitato al fatto che io non mi sentirei di comportarmi con violenza ne’ contro le persone ne’ contro le cose? Non mi sentirei nemmeno di urlare in coro: San Martino pezzi di merda. A cosa serve l’insulto. Al meccanismo di integrazione? Ad insegnare agli stranieri l’italiano partendo dalle parolacce? Io ho letto attentamente tutto. E ho anche due lauree. Ma torno a domandare: perché’ quei 33 lavoratori quel giorno hanno smesso di lavorare in turno? Io se non lavoro devo dare una giustificazione valida altrimenti mi licenziano

    • il motivo è molto semplice: scioperavano perchè il giorno precedente gli era stata negata l’assemblea sindacale unitaria per discutere della non applicazione del contratto nazionale di lavoro. La goccia (opportunamente strumentalizzata da un’informazione ben “oliata”) è stata la prova delle urine a uno dei 33, prova reputata non valida perchè consegnata “fredda” (evidente provocazione antisindacale, dato che è seguita una demansione per il soggetto e non l’attesa del secondo test, regolarmente fatto e regolarmente risultato negativo). Per quanto concerne i blocchi, si sa che nella logistica sono l’unico strumento efficace per farsi ascoltare, lo provano le oltre 10 vertenze vinte e gli oltre 300 ragazzi sottratti solo nel piacentino al lavoro nero dal sicobas. Non trattare e anzi innescare attacchi squisitamente politici a questo sindacato è quindi evidentemente una scelta che punta a colpire uno dei movimenti di resistenza alla crisi scomodi nel nostro paese. Per quanto riguarda infine il velato riferimento agli “africani” che fai non mi esprimo: credo sia giusto lottare per i diritti di tutti, indipendentemente dal colore della pelle. Nella fattispecie, in IKEA sono state licenziati anche tanti facchini italiani con rispettive famiglie. Au revoir!

  4. Caro Pallavicini, sono lontano anni luce dalla Lega, e se c’era un politico che detestavo era proprio il leghista Buonanno.
    Detto questo, non è che le persone da morte diventino migliori ; ma ritengo che tutte, indistintamente, abbiano diritto ad essere rispettate, senza che questo voglia significare una loro “riabilitazione”. Possiamo elencare tutte le cose dette e fatte da questo signore, e criticarle. Ma l’insulto no. Non mi piacciono le impiccagioni, ne’ da vivi ne’ da morti. Forse la non violenza, anche quella verbale, non è è più di moda, e io sono legato a vecchi schemi. Mi spiace, la tua è proprio una caduta di stile ; non è questo l’atteggiamento “rivoluzionario” che preferisco.

    • Cordialmente, non so a cosa si riferisca. Forse alle parole in cui i leghisti hanno rivisto una descrizione del loro ormai ex sodale Buonanno? Bo, io non lo ho mai citato. E’ curioso come centinaia di persone abbiano visto in “merda” a parola adatta a descriverlo.
      Per il resto non capisco cosa centri la non violenza.

  5. Egregio, mi chiedevo se l’affermazione offensiva, volgare e lesiva nella memoria del Sindaco di Borgosesia da Lei espressa nei social sia il risultato degli studi di Politica Amministrativa da Lei intrapresi o semplicemente da una educazione da rivedere.
    Un cordiale saluto

    • Non so a cosa si riferisca! Cordiali saluti! Se vuole un’opinione sul soggetto in questione me la chieda, io non lo ho mai citato. Le anticipo che non è pessima, di più.

  6. Come ti permetti di insultare cosi un morto, brutto pezzo di merda. ma sei scemo?
    tu sei una merda schifosa che semini odio pure peggio di buonanno e se muori te e tua madre sono contento io. Vuoi cammuffarti da uno che migliora la società? ah ah …ma se nei centri sociali vogliono solo droga e sesso .. e non lavorare possibilmente… farsi mantenere a carico dello stato… voi vi mettete in bocca belle parole: valori, amore …e poi in ogni manifestazione spaccate tutto quanto. voi seminate odio scarafaggi di sinistra. voi siete la merda del mondo! VAffanculo ti odio con tutta la mia forza.Continua cosi e giuro che vengo a piacenza e ti ammazzo con le mie mani come un cane randagio bastardo….!!!!

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