Elezioni a Piacenza: mai cosi tanto distacco dalle istituzioni!

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Con questa tornata elettorale, Piacenza si allinea a un trend gia’ consolidato a livello nazionale.
Il segno distintivo e’ il distacco fra istituzioni e popolazione. Dopo essersi contraddistinte per una violenza antiproletaria senza eguali negli ultimi anni, le istituzioni locali sono sempre piu’ campo di contesa per una ristretta cerchia elitaria di “salvati” dal massacro sociale, con una fetta di “sommersi” ormai irrecuperabile, se non in minima parte, dai meccanismi di amicizia-clientelismo-conoscenza che vigono a livello di voto amministrativo.

Da destra a sinistra, i partiti escono debolissimi quando non assenti e divorati di fatto dalla cultura cittadinista delle liste civiche, e gia’ questa loro perdita di credibilita’ costituisce la premessa per il piu’ generale sfondamento del rifiuto di partecipare.

Nel merito delle varie posizioni poi, ulteriori conferme dell’allineamento ai trend nazionali con:

-una destra in cui a farla da padrone sono le componenti piu’ becere e demagogiche, all’insegna delle frottole sulla sicurezza e gli accanimenti antioperai di alcuni candidati leghisti;

-una sinistra priva di riferimenti nei movimenti sociali cittadini e sganciata dalla questione sociale, esito prevedibile della rottura maturata anni addietro rispetto ai conflitti operai nel polo logistico e sfociata in una trasformazione in “rappresentanza delle istanze borghesi di sinistra”, fortemente improntata a temi civilisti;

-un grande centro in cui l’interprete principale, il PD, paga l’aver perseguito come a livello nazionale delle politiche economiche di destra (fra un originale e la sua copia, e’ sempre premiato l’originale);

-i cinque stelle privi a livello locale di credibilita’ e di quella capacita’ di recupero e controllo del malessere sociale che a livello nazionale e’ in parte garantito dal carisma di Grillo.

Tutto molto banale quindi, e tutto anche molto triste.

Nonostante il marginale recupero di astensionisti effettuato dalle singole liste (vale dalla sinistra alla destra) grazie ai vincoli di conoscenza, quindi, a uscire trionfante è il disamore verso un’istituzione sempre più priva di legittimità. Mai cifre così alte di astensione, mai un rifiuto così esplicito da parte degli aventi diritto al voto.

Ai movimenti sociali il compito di approfondire il solco della nemicita’ con un’istituzione mai come ora priva di legittimita’ popolare (i dati sono incontrovertibili: chiunque di fronte a questi numeri rivendicasse un “buon risultato” farebbe ridere i polli). Un solco già ora enorme, se è vero che mentre i candidati sudavano davanti agli exit pool il cuore e le attenzioni dei movimenti sociali erano orientati sulla Bologna dove, a pochi chilometri di distanza e coinvolgendo fratelli e sorelle di tante battaglie di questi anni, andava in scena un ulteriore slittamento in avanti in termini repressivi orchestrato dalla questura sfruttando la scusa del “G7″ organizzato in città.

Niente e’ per sempre, e questo regime dei (sempre piu’) pochi, della repressione, del massacro sociale un giorno, magari fra tanti anni, finira’. Scarpe rotte eppur bisogna andar!

Nubi su Piacenza, ma dal basso un’alternativa è possibile!

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Fra poco riprenderà la vita istituzionale del Comune di Piacenza. Il bilancio degli ultimi due anni di amministrazione è, da un punto di vista di sinistra, disastroso.

SVILUPPO DEL TERRITORIO E LAVORO: il nero più nero segnato dalla continua difesa lobbystica da parte del PD delle “cooperative” che sfruttano e schiavizzano i lavoratori del polo logistico. Addirittura l’irresponsabile e delirante rifiuto del dialogo con i SiCobas, sindacato maggiormente rappresentativo del settore. Da ricordare e sottolineare mille volte anche le minacce di violenza indirizzatemi da parte di un consigliere comunale rampantino del PD lo scorso luglio, a cui è seguito in agosto l’incendio di casa di un facchino dell’IKEA in sciopero. Che vi sia o meno una connessione diretta fra i due fatti (non sta a me ipotizzarlo ne stabilirlo) è evidente che certe lobby non si fanno scrupoli e non hanno paura di far seguire alle parole i fatti…fatti gravissimi, atteggiamenti paramafiosi che ovviamente vengono fatti passare sotto silenzio. Baciamo le mani!

AMBIENTE E BENI COMUNI: premesso che la definizione “bene comune” è una semplificazione e chiunque faccia lotta politica di classe sa che tale è solo ciò che è generato dalle pratiche di autonomia delle soggettività, anche qua la notte più nera. Come era prevedibile, anche la lobby delle multiutilities che ha nel PD il suo maggior referente ha preteso e ottenuto l’avvallo a una nuova società mista (sul fallimentare modello di IREN), in completo disaccordo con gli esiti del referendum del 2011 e in ossequio al neo-Reaganesimo di Renzi, il quale punta a far passare l’obbligo di vendita ai privati di almeno il 51% delle società. Magna magna!

DIRITTI CIVILI E IMPEGNO NELLA CULTURA: peggio che andar di notte. La discussione per l’istituzione dell’albo delle coppie di fatto, iniziata lo scorso novembre (!) vaga sospesa nel nulla e la volontà del PD di arrivare al ritiro o alla neutralizzazione del testo è palese. Questo mentre in Italia iniziano le adozioni da parte di coppie omosessuali e nel più totale servilismo alle istituzioni religiose (di fatto, l’ennesima lobby). Brucia strega, brucia!

SERVIZI SOCIALI: mentalità privatista-retrograda al punto da entrare in collisione addirittura con i pompieri sociali dei sindacati di base. Mentre Renzi annuncia 1.000 asili in 1.000 giorni, noi sappiamo a quale modello si riferisce, perchè ne abbiamo avuto una corposa anticipazione dal PD locale: quello del privato, magari se affidato a cooperative con un tasso di maternità fra le dipendenti pari allo…0%! Insomma, l’ennesima march…. alle cooperative (che di cooperativo hanno nulla) e alla loro morale vigliacca di “o prendi e stai zitto o stai a casa”, al loro nuovo regime dello sfruttamento. Perchè loro sono loro e noi…non siamo un cazzo! O così credono.

MA UN’ALTERNATIVA…E’POSSIBILE! Nel vuoto della risposta istituzionale (una destra cripto-fascista e becera, vedi i manifesti anti-gay di Fratelli d’Italia, e una sinistra azzerata dalla rincorsa di strambi e contraddittori cartelli elettorali), con un emiciclo parlamentare ormai tutto compatto attorno al Partito dello Stato (padronale) Democratico, negli ultimi anni abbiamo visto in Italia e a Piacenza un moltiplicarsi delle lotte e delle vertenze. La logistica traccia la direzione, quella dell’alzare la testa, e studenti, precari, famiglie vessate dalla rapina istituzionale trovano il coraggio di lottare. E’ ora di far parlare queste Resistenze fra di loro, è ora di dissipare le nubi.

BANANAS PARTY! – placentia edition – il primo EVENTO TRASH della storia piacentina!!!

Quando? Venerdì 27 dicembre 2013 Dove? COOP INFRA – via Alessandria 16

Ogni anno il NAP si e vi augura buon anno con una festa in coop. Gli incassi ci servono per pagarci gli avvocati, perchè si sa, la legge consente di protestare in tutti i modi che non ottengono alcun risultato, mentre punisce chi la viola. Purtroppo, a noi piace vincere e quindi la violiamo spesso.

Ecco perchè anche quest’anno faremo un evento di autofinanziamento…suddiviso in due parti:

Dalle 19e30 alle 21 CENA DI AUTOFINANZIAMENTO nel salone della coop (10 euro per primo+ secondo carne/vegan +vino). Avremo un po’ di roba in abbondanza, ma è MOLTO MEGLIO se prenotate un posto scrivendo al profilo NAP o chiamando il 3339709028.

Dalle 21 a chiusura, invece, BANANS PARTY, ovvero il primo evento della storia piacentina squisitamente pensato per regalarvi una serata trash marcia e cattiva come si conviene. Ai piatti Demogroove, il re della trash della bassa padana (trash/hiphop/mombah/trap/dubstep/drum&bass/electrofunk). Ovviamente free entry e in più potremmo pensare di offrire da bere tutta la sera a chi si presentasse vestito da banana.

CHE DIRE, BUONO SFASCIO, CI VEDIAMO VENERDI’ 27 IN COOP INFRANGIBILE, CHI VUOLE CENARE SI RICORDI DI PRENOTARE!!!

Festa in coop…servono soldi per una nuova annata di lotte!

Coop calling!!!
Come tutti gli anni, il NAP inaugura la stagione politica autunnale con una festa di autofinanziamento in coop. Servono soldi per i volantini degli studenti, per l’imminente trasferta a roma (19 ottobre, vedi articoli più sotto), per continuare a difenderci in tribunale dalle denunce seguite alla battaglia IKEA (purtroppo sono problemi che durano anni e costano cari…).

Per questo vi invitiamo tutte/i alla festicciola che stiamo organizzando per sabato 28 alla coop infra. Dalle 19 in avanti potrete trovarci alla griglia o alla preparazione di strepitosi piattini vegan. Un modo intelligente per cenare fuori spendendo poco e proseguire la serata bevendo qualcosa al bar della Coop Infra, vero luogo di ritrovo alternativo di Piacenza e anch’essa bisognosa di introiti per rimanere tale.

Novità: quest’anno troverete anche le magliette del NAP…dopo qualche anno di vita abbiamo pensato a questo strumento per tirar su due soldi e darci un po’ di visibilità. Tra l’altro la coop chiude presto (mezzanottemmezza), quindi nulla vieta di proseguire la serata in qualche altro locale cittadino. Vi aspettiamo

Vogliamo Piacenza viva: gente in strada e socialità, contro ogni bigottismo.

La tre giorni “alpina” che ci lasciamo alle spalle potrebbe essere commentabile in cento modi diversi.
Personalmente, non sono mai stato un sostenitore dell’esercito, tanto più da quando esso è diventato esclusivamente mercenario e ha partecipato a guerre di offesa per la palese volontà di sottrarre risorse a paesi già devastati, nello schema della “guerra infinita” costruito dalla NATO dagli anni ’90 in avanti. Sono sempre uscito dall’aula del Consiglio Comunale durante i minuti di silenzio per i soldati morti in queste missioni, e lo rifarei. Allo stesso modo, ritengo l’immaginario e la retorica patriottardi culturalmente pericolosi perché anticamera del nazionalismo e dell’artificiosa divisione del mondo in segmenti e comunità avverse. Al contrario, credo (come lo crede la scienza) che esista una sola razza umana e che la lotta contro l’ingiustizia che porta con sé il capitalismo non conosca frontiere.

Tuttavia, devo dare atto all’adunata alpina di non essersi contraddistinta per i tratti “nazionalisti” cui ho accennato. Se simili accenti ci sono stati io non li ho visti e comunque erano sicuramente minoritari. Ho visto piuttosto una dimensione “nazionalpopolare” e goliardica sicuramente discutibile ma tutto sommato inoffensiva (tranne che per i fegati provati da tre giorni di intense bevute). A farla da padrone è stata la componente civile-associazionistica degli alpini e non la componente militare. E’ stato molto bello percorrere incordonato con alpini e facce di tanti colori via Roma cantando “fischia il vento” (c’erano anche le strofe “modificate”…) o ritrovarsi con alpini gestori di un circolo ARCI nel varesotto davanti al Vik a intonare “bella ciao”. Come pure non erano male la tekno davanti al “te la do io” di Carmine o il reggae e la drum n’bass davanti a “parole di birra”. Insomma: al netto di tutto, mi sono divertito molto in questa tre giorni, su cui comunque ci sarebbero tanti altri aspetti da discutere e eventualmente criticare che tralascio per motivi di spazio.

Quello che mi interessa mettere a fuoco è però un aspetto particolare: quello della socialità liberata in una città troppo spesso associabile ai concetti di “cimitero” e “dormitorio”. Ora, è chiaro che un casino simile a quello che abbiamo visto in ogni week-end sarebbe ingestibile. Tuttavia, fra 400.000 persone e il nulla ci sono tante vie di mezzo percorribili.

Non parlo della luna: ho avuto la fortuna di studiare in una città meravigliosa come Bologna e posso garantire che anche 100.000 “ospiti” costantemente in città (mi riferisco agli studenti) sono perfettamente gestibili se delle zone vengono destinate alla loro socialità (cosa che succede da sempre nel capoluogo Emiliano e che non a caso l’attuale amministrazione PD vorrebbe disarticolare rendendo la componente studentesca frazionata e quindi inoffensiva da un punto di vista rivendicativo-politico, continuando invece a succhiarne i soldi…).

Ma stiamo più vicini e pensiamo a Cremona: sotto il torrazzo, dove non vivono i 100.000 studenti di Bologna, ogni venerdì e sabato sera vi è un centro storico vivo, con locali che fanno musica rivolti verso la strada e piazze animate da capannelli di giovani con chitarre (e bottiglie) alla mano. Terrore? Disagi? Morti e feriti? No. Semplicemente, una città e non un dormitorio. Città proprio in quanto luogo di incontro e conoscenza fra persone, cui spazio deputato è la piazza.

A Piacenza bisognerebbe battere il bigottismo di una parte (e sottolineo una parte) degli abitanti del centro, che vorrebbe i privilegi di vivere nel centro ben servito di una città insieme alla calma e al silenzio di un residente di S.Bonico o Pittolo. Un bigottismo che cela l’invidia e l’odio verso chi vuole divertirsi, chi vuole stare insieme, chi vuole in definitiva conoscere gli altri e “l’altro” in quanto tale, ledendo quell’isolazionismo mentale e culturale che offre -ad alcuni- un facile autocompiacimento al ribasso. Troppo filosofica/sociologica come lettura? A volte serve, soprattutto di fronte a comportamenti di massa.

Attenzione: non si tratta di una questione così facile: il diritto al riposo è sacrosanto ma sui parametri si può discutere, così come si potrebbe ragionare su turnazioni cicliche (non tutto l’anno nella stessa zona) di zone in cui vietare il traffico fino alla mezzanotte (come nella tre giorni alpina). A fianco di queste non starebbero male nuove zone completamente pedonalizzate (24/24). Inutile dire che penso a via Roma e/o vie attigue, che venerdì e sabato erano veramente una meraviglia.
Questa è stata la suggestione che ho descritto oggi al Sindaco e sulla quale, contrariamente alle mie aspettative, mi è anche stata fatta un’apertura che spero non rimanga solo parole al vento.

Si tratta di avere un po’di coraggio, di cercare le soluzioni che permettano ai residenti di avere parcheggio al massimo a 100 metri dalla propria abitazione, di non abbassare la propria qualità della vita, di dare lavoro a tanti per i necessari lavori e di reperire relativi sponsor (sarebbero spese che il Comune da solo non potrebbe sostenere). Si tratta anche di avere il coraggio di andare contro a qualche voce, puntando a modificare la cultura e l’approccio alla socialità di qualcuno.

Ma il risultato, una volta abituati, sarebbe garantito. Una città viva è più bella, più gradevole, più sicura e più divertente. E il divertimento è un diritto. E la socialità, cosa più importante di tutte, è la condizione necessaria per la partecipazione, quindi va incentivata. Chi fa politica lo sa e lo fa dal basso ogni giorno e in ogni iniziativa (a proposito, passate davanti a IKEA mercoledì dalle 11 del mattino in avanti!), sarebbe bello se anche il Comune ci pensasse e se ne facesse carico.

Intervista ai candidati giovani: bell’idea, cerco di dire la mia…

La settimana scorsa sono stato intervistato dai ragazzi che hanno dato vita a una nuova realtà del panorama dell’informazione piacentina, “Pubblico Passaggio”.
Come me, sono stati sentiti anche gli altri giovani candidati alle elezioni.
Credo si tratti di una bella iniziativa che fa onore a chi sta cercando di promuovere progetti di comunicazione (ma non solo) dal basso e contando solo sulle proprie forze.
Guardatevi il video: certo in un’intervista non si può dire tutto, ma qualcosa si intuisce e credo possa essere un bel sunto del mio pensiero in prospettiva elezioni.
A un certo punto l’intervista vira su contenuti che potrebbero dare adito a polemiche interne al centrosinistra: non era mia intenzione (le domande erano segrete fino al momento dell’intervista), ma ciò sottolinea una volta di più lo spirito dell’iniziativa volto ad aggirare le banalità e a non fare sconti a nessuno. Bravi ragazzi.
Ho cercato di rispondere nel modo più sincero e diretto possibile. Fate voi…

Giovani, spazi pubblici e locali a Piacenza…

Gli ultimi due giorni sono stati caratterizzati dall’assurda vicenda della mozione della Calciati (PD) che voleva vietare la vendita di alcolici a spazio4…un arretramento culturale che sa di proibizionismo anni ’30 (ovviamente mi sono opposto con intervento e con votazione in Consiglio Comunale).
Ho amici a spazio4 e amici gestori di pub e locali privati, comprendo le esigenze e le difficoltà, il senso di sacrificio e la passione di entrambe queste campane.
Non credo che, se il comune promuovesse campagne intelligenti, le due cose dovrebbero pestarsi i piedi, anzi.
Si dovrebbe incentivare il settore pubblico (con tanto di alcolici, non scherziamo!) e anche i giovani piacentini che privatamente provano a offrire un po’di svago a una città altrimenti morta. Come? coinvolgendoli come somministratori di bevande nelle iniziative comunali (tutte), oppure ancora con cospicui finanziamenti mirati in cambio di progetti e serate di educazione a valori come antirazzismo e antisessismo…non è difficile, basta avere un po’di creatività e valori saldi su cui puntare!