SABATO 14 GENNAIO ore 16 in S.ILARIO incontro con Davide Grasso (combattente italiano YPG)

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Il 2016 si è concluso in Siria con la violenta battaglia di Aleppo e migliaia di persone in fuga, ma anche con la strage compiuta dall’Isis a Berlino e l’uccisione dell’attentatore a Milano, al termine di un anno in cui diverse città europee sono state colpite dal califfato.

Le nostre vite sono sempre più esposte alla violenza di un conflitto che molti vorrebbero confinato in medio oriente, ma che è globale, anche perchè è divenuto luogo di esplosione delle contraddizioni planetarie maturate nel mondo oggi, tra stati falliti, lotta armata e migrazioni.

In questo scenario, di cui la Siria è teatro principale, le unità di protezione popolare (Ypg) e le unità di protezione delle donne (Ypj) curde, inquadrate nelle Forze Siriane Democratiche composte anche da arabi, turchi e cristiani nella Siria del Nord, difendono e allargano una rivoluzione confederale che offre nel concreto un’alternativa a questa scia di sofferenza e di sangue, estendendosi dai confini dell’Iraq ai quartieri settentrionali di Aleppo.

Davide Grasso ha combattuto con queste forze, assieme a molti altri volontari internazionali, nelle campagne a nord di Raqqa e Aleppo nei mesi scorsi, dove i rivoluzionari hanno sconfinato a ovest dell’Eufrate nonostante l’opposizione turca, che ora si rende più aggressiva minacciando di soffocare, insieme al regime siriano, la rivoluzione della Siria del Nord (Rojava), unico vero argine all’Isis in Siria.

La sua testimonianza ci permetterà di ricostruire ciò che sta accadendo in Siria, quali sono le verità nascoste dai nostri media sui “ribelli” siriani come sui curdi, sugli interessi internazionali e sull’accumulazione di odio in medio oriente, e di aprire uno sguardo sulle sperimentazioni rivoluzionarie che dal Rojava siriano rappresentano un esempio anche per il resto del mondo.

Ci vediamo SABATO 14 GENNAIO ALLE 16 IN SANT’ILARIO. Maggiori informazioni al link: https://www.facebook.com/events/1231594966928926/

Domenica 6 novembre tornano i seminari del NAP!

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Quinta edizione dei fortunati seminari del NAP: AUTOFORMAZIONE-RIVOLUZIONE!
Abbiamo sempre posto l’accento sulla necessità di creare momenti di formazione che siano aperti e attraversabili da tutte le età. Così è stato begli anni passati e così vuole essere anche questa edizione. Ma il fulcro del progetto sono ovviamente i giovani, che necessitano di formare una cassetta degli attrezzi teorica con cui affrontare le prime esperienze di attività politica.
Anche a Piacenza li abbiamo visti sfilare il 7 ottobre, ricevendo solo chiusura da parte delle istituzioni. E’ a loro che il ciclo di incontri si rivolge prevalentemente, ma come dicevamo le nostre saranno discussioni non didattiche in cui anche il contributo di chi ha più esperienza o semplicemente fame di conoscere è benvenuto!
Quest’anno dividiamo la rassegna in incontri tematici sulle aree del mondo. Esigenza quasi fisiologica vista la complicata fase di guerra civile molecolare che sta assorbendo il mondo nel suo complesso. Una fase che tuttavia ci restituisce alcune contraddizioni su cui è corretto lavorare per proporre una fuoriuscita dall’annichilimento di popoli e territori.
Iniziamo DOMENICA 6 NOVEMBRE, ALLE ORE 17 IN COOPERATIVA INFRANGIBILE (via Alessandria 16) con CARLO FORMENTI e la discussione sul SUD AMERICA a partire dal suo nuovo libro “la variante populista”.

Conclusa la rassegna di seminari, un breve commento sull’ultimo incontro “di fiche, cazzi generi e potere”

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Rilancio comunicato NAP:

Abbiamo concluso la quarta edizione dei nostri seminari. Un’edizione un po’ sfigata per l’essersi svolta in un ufficio sindacale invece che nel nostro tradizionale spazio, la “Coop Infra”, che riaprirà questo week end. Tuttavia, siamo egualmente contenti del livello qualitativo degli incontri. Dell’ultimo, con ospite Federico Zappino, andiamo particolarmente fieri: siamo riusciti, con una discussione interlocutoria e non didattica, a confrontarci con un tema scivoloso come quello della lotta di e fra i generi all’interno di una contemporaneità che tende ad svuotarla di ogni portato liberatorio.

Seguendo la traccia dell’intervento di Zappino, abbiamo messo in evidenza come oggigiorno siano nelle mani di chi detiene le leve del potere due strumenti molto efficaci: da un lato il diversity management, dall’altro il pink (o green, o black…) washing. Due strumenti che partendo da un’ applicazione aziendalista orientata alla massimizzazione dei profitti (vedi IKEA su tutti) estendono alla società e alle istituzioni politiche la propria operatività, arrivando a garantire la recuperabilità al sistema capitalista neoliberale delle istanze di liberazione (la loro sussunzione e neutralizzazione). Abbiamo utilizzato il termine capitalismo neoliberale perché in altre fasi del capitalismo (vedi quello novecentesco basato sul fordismo e la dimensione di massa) la gestione delle “diversità” avveniva in modo diverso: gay, lesbiche, trans, ma anche minoranze etniche come i neri negli USA e tutto quel che non rientrava nella figura “bianca borghese ed eteronormata” erano oggetto di provvedimenti o comportamenti maggiormente repressivi: dalle botte in strada allo schernimento pubblico, fino a vere proprie leggi criminalizzanti via via cadute nel corso degli anni.

Ma il capitalismo neoliberale, appunto, segue una logica di efficientamento delle risorse (anche umane) di cui dispone, e necessita di strumenti di legittimazione a causa del crescente divario fra ricchi e poveri che produce. Da qui le aperture, da qui le leggi, da qui i presidenti “neri” e le quote “rosa”. Tutti passaggi che per un mattone che mettono sulla strada dell’eguaglianza due ne tolgono su quella della liberazione, contribuendo a rinsaldare un quadro di fondo, quello che abbiamo chiamato “bianco borghese ed eteronormato” che garantisce la riproducibilità di diseguaglianze sociali, l’assoggettamento nelle relazioni fra i sessi e l’accettazione di fondo delle storture che ne derivano.

Di queste storture, numericamente rilevante è lo stupro, l’annichilimento di un genere e di un individuo a favore di un altro, sempre retto da una morale diffusa che criminalizza o strumentalizza la vittima. Due tendenze evidenziatesi ad esempio nel recente caso di “non-stupro” a Piacenza. Dapprima fascisti e sindacati di polizia avevano avviato una caccia all’immigrato laddove la ragazza non aveva dato alcun dettaglio circa gli aggressori. In un secondo momento il web si è scatenato con insulti contro una persona in evidente difficoltà, legittimato dal sigillo del comunicato dei carabinieri i quali hanno negato che Piacenza abbia mai avuto problemi con gli stupri (dato palesemente falso, e senza arrivare ai tantissimi casi consumati fra e mura domestiche si pensi a quelli emersi nella cronaca cittadina come la prostituta dello scorso anno). Tutte manifestazioni di una (tremenda) morale diffusa che non viene scalfita dalle mobilitazioni “neutralizzate” e “sussunte” in tema di diritti LGBTI o di distorto femminismo stile “se non ora quando” (uno dei numerosi cartelli “per i diritti” che qualche anno fa tenne banco sulle colonne di Repubblica), segnalando come esse non siano efficaci nel ribaltare le coordinate profonde che permettono il perpetrarsi dell’oppressione di e fra i generi.

Non c’è quindi da stupirsi se la legge per le unioni civili verrà probabilmente concessa dal governo più neoliberale e antiegualitario (si pensi al Jobs Act, alla riforma della sanità, al decreto “Sblocca Italia”…) che il nostro paese abbia avuto, così come non stupisce che nel medio oriente devastato dall’imperialismo occidentale e dal colonialismo di Israele sia proprio quest’ultimo a “vantare” le maggiori aperture in termini di diritti LGBTI o verso i vegani, a cui vengono forniti appositi scarponcini vegan per andare a massacrare e bombardare la popolazione palestinese, a torturare donne innocenti e a vendere (a ricchi, ovvio) gli organi esportati ai cadaveri dei bambini trucidati.

Ciò significa porsi su un piano di rifiuto di questa “sanatoria” legalitaria della diseguaglianza? No, ma significa prendere coscienza del suo intento e dei reali obiettivi dei soggetti politici “concedenti” (appunto la sussunzione di un’istanza che ne neutralizzi il portato liberatorio), per non lasciarsi ingabbiare in una delega autoassolutoria, promuovendo al contrario un attivismo autodeterminato all’interno delle lotte civili e che tenga queste saldamente agganciate alle lotte sociali. Cogliendo la natura di classe della necessità della “diversità”, e di come la sussunzione di questa sia necessaria a una società che ricalca il modello panottico di controllo Focaultiano, possiamo svincolare le lotte di e fra i generi da una cornice legittimante dell’ordine costituito per situarla all’interno dell’orizzonte di liberazione generale che come compagni portiamo avanti. Possiamo, in definitiva, voler lottare per essere libere/i ed eguali e non sottomessi e accettati.

Ci sembrava un discorso da affrontare seriamente e lo abbiamo fatto con la nostra discussione, ma se volete un po’ di slogan da utilizzare “al bar” (che sembra essersi esteso come livello del dibattito a tutta la società) possiamo dire che:
1) il PD è il partito del potere, tutto ciò che da serve a togliere con l’altra mano.
2) l’ipocrisia di fondo del PD e delle altre formazioni politiche che voteranno il ddl Cirinnà è conclamata e serve a rinsaldare un quadro di diseguaglianza.
3) nessun “diritto” è mai stato concesso, ma sempre strappato tanto nel campo dei diritti civili (che non coincidono con i diritti LGBTI ma sono un ventaglio molto più ampio!) quanto in quello dei diritti sociali.
4) non hai nessun “diritto”, ma solo la tua volontà di autodeterminazione per costruire un rapporto di forza con altri individui e soggettività disponibili a battersi per un mondo di liberi ed eguali.
5) la morale che sostiene il soggetto bianco borghese ed eteronormato è uno dei pilastri della società capitalista e delle diseguaglianze che ne conseguono, e non viene minimamente intaccata da nessun disegno di legge.
6) con detta morale, non viene intaccata nemmeno la perpetrabilità di costumi orrendi come la violenza di genere e lo stupro, che anzi le formazioni politiche o istituzionali più reazionarie si affrettano a negare o a strumentalizzare in senso paternalistico, maschilista e razzista.
7) l’autodeterminazione, se si vuole seguire un percorso di liberazione individuale e collettiva, e quindi essere compagni, è tutto: nessuna delega ti aiuterà in questo senso.
8) se non connetti la tua lotta per quale che sia ramo dei diritti civili alle lotte sociali potrai al massimo essere vittima di diversity management o di pink/green/black washing, ma non emanciparti. Il giorno dopo sarai comunque uno sfruttato, un precario, un poveraccio e una qualche forma di riconoscimento legale non avrà intaccato la morale diffusa che ti mette all’indice per i tuoi costumi/scelte di vita/orientamenti sessuali.
9) lotta con noi: rischi di più ma vivi meglio.

Domenica 7 ultimo appuntamento con i seminari del NAP! Si parla di “cazzi, fiche, generi e potere”

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Ultimo appuntamento della quarta annata di seminari del NAP.
Per la prima volta, affrontiamo un tema delicato che soprattutto a Piacenza non ha mai trovato terreno di discussione: il genere e la lotta di genere (e fra i generi).

Tema quanto mai scivoloso, dal momento che il potenziale liberatorio e trasformativo del pensiero femminista, trans* e queer rischia, da un lato, di essere oggetto di appropriazione da parte della razionalità neoliberista, o di essere ridotto interamente alla rivendicazione e all’elargizione dei “diritti civili”, sbandierati in salsa democratica e neutralizzante.
Dall’altro, in modo altrettanto preoccupante, di essere bersaglio privilegiato dei movimenti neofondamentalisti e neoconservatori, i quali auspicano una restaurazione dei ruoli tradizionali, lavorando affinché le conquiste e le lotte delle donne, delle froce e delle trans* perdano, di fatto, ogni efficacia (solo per fare un esempio, in Italia il 70% dei ginecologi è obiettore di coscienza).

Proprio per questi motivi, si impone il rilancio di una discussione che esca dai binari dei rotocalchi televisivi e delle rivendicazioni mainstream per riprendere le leve di approfondimenti e riflessioni militanti e rigorosi.
Per farlo, abbiamo invitato Federico Zappino, filosofo, traduttore militante (Judith Butler, Eve Kosofsky Sedgwick) e attivista.

La domanda che ci poniamo, e alla quale proveremo ad abbozzare una risposta, è: quali prospettive possono assumere, e già assumono, la riflessione e la lotta di genere all’interno di un movimento più ampio, di emancipazione generale, oggi? Quali relazioni tra genere, corporeità, precarietà, sopravvivenza?

Il virtuoso e produttivo intreccio degli anni Sessanta e Settanta, fra le pratiche di autocoscienza femministe e le lotte sociali, sembra oggi distante, nonostante vi siano molte esperienze, in Italia e nel mondo, che sembrano ridurre questa distanza (Rojava…). Ma l’ingiustizia e la violenza – simbolica e materiale – esercitata dalle cornici disciplinari ed eteronormative di genere, in ogni caso, continuano a essere problemi attuali, e non solo per donne, queer e trans*. Sono problemi di tutt*.

Ne parliamo in una discussione collettiva DOMENICA 7 FEBBRAIO, DALLE ORE 17 ALLA SEDE DEI SICOBAS (VIA SAN FRANCESCO 8, SUONARE SICOBAS E SALIRE AL SECONDO PIANO).

Qui il link all’evento FB:
https://www.facebook.com/events/547845655390380/

WAR! Isis-curdi-terrorismo: incontro con un compagno appena tornato da militanza nel movimento curdo in Turchia e Siria

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WAR!
Guerra: aperta o civile, al fronte o molecolare…che sia già intorno a noi? Attentati come quello di Parigi sembrano indicare una risposta affermativa, ma lo shok che possono provocare fatti simili non fa che riportarci alle enormi contraddizioni aperte sullo scenario mondiale.
La guerra del tutti contro tutti in Siria, in cui solo il popolo curdo sta effettivamente resistendo e sconfiggendo quell’Isis che tanto ci terrorizza, impone a tutti una riflessione seria e approfondita per analizzare la fase che stiamo attraversando.
Serve capire e conoscere cosa si sta muovendo, così da poter meglio comprendere quando eventi come il Bataclan irrompono a turbare la nostra calma apparente.
Giovedì 17 dicembre (ore 17:30 al circolo “roma”, via Roma 164) avremo la possibilità di farlo insieme a un compagno appena tprnato da più di un mese di militanza nel movimento curdo in Turchia e Siria.
Con materiale inedito e di prima mano toccheremo i nodi principali dello scnario al centro delle tnesioni mondiali, e cercheremo di capire come esso si riverberi anche nelle nostre vite in occidente.
Un’occasione unica, per la prima volta a Piacenza, di avere un reportage ion prima persona. Un incontro che vuole essere chiaro, espositivo e di stimolo alla riflessione, ma non pedante.
A seguire, valorizziamo il nuovo circolo “amico” con un aperitivo al ritmo di Dabasscrew.
Non mancare!
Qui il link all’evento FB:
https://www.facebook.com/events/922266557828371/

Autoformazione NAP: conclusa un’edizione da record!

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La rassegna, giunta alla terza edizione, ha visto quest’anno la partecipazione di oltre 150 spettatori. Siamo soddisfatti sia per il numero di presenze, sia per la qualità dell’approfondimento dei temi trattati. Siamo riusciti nel risultato non scontato di portare molte persone ad incontri di approfondimento teorico molto impegnativi di domenica pomeriggio, riuscendo a promuovere un confronto su temi importanti come l’economia, l’immigrazione e ora il precariato giovanile.
Di seguito i video di tutti gli incontri per chi fosse interessato a riprendere alcuni passaggi. Va da sè che in incontri teorici è molto meglio essere presenti dal vivo, e può essere difficile tenere il filo del discorso guardando un video. Tuttavia, per chi è appassionato sarà un piacere…

La struttura del capitalismo contemporaneo – con Andrea Fumagalli e Clash City Workers

Sorvegliare e punire – con Associazione ACAD, Associazione DAX e Comitato di lotta Bussoleno/Val Susa

L’Italia e vent’anni di fenomeno migratorio – con Sandro Mezzadra

Logistica e territorio – con Sergio Bologna e Niccolò Cuppini (redazione Infoaut)

Precari di seconda generazione – con Federico Chicchi e Gigi Roggero (redazione Commonware)

Autoformazione-Rivoluzione! Step 3.5 – PRECARI DI SECONDA GENERAZIONE –

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Arriviamo all’ ULTIMO appuntamento di questa terza annata di seminari autoformativi.
Un’edizione da record: siamo già sopra alle 150 presenze e vogliamo chiudere in bellezza.
Per farlo, abbiamo scelto il tema del precariato, dato comune di una generazione o come forse vedremo di più generazioni.
Quella della “seconda generazione” è infatti una categoria che divide, ma che cercheremo di articolare nelle sue implicazioni concrete: quale tipo di sfruttamento, quali strettoie di vita e di possibilità di organizzare una risposta a questo sfruttamento, quali prospettive per il futuro.
Un incontro che riguarda tutti insomma, giovani e meno giovani.
Se nell’edizione del 2013/2014 avevamo scelto un profilo molto teorico, per cercare di rafforzare le nostre categorie interpretative della realtà, quest’anno abbiamo invece puntato sul mettere a prova quelle categorie nello studio delle principali contraddizioni e possibilità di lotta che il presente ci offre: economia, repressione, migrazione, condizione operaia (nella logistica) e ora precariato come dato unificante.
Un ultimo passaggio da non perdere per amalgamare quanto emerso negli incontri precedenti.
Con noi avremo:
GIGI ROGGERO, nostra vecchia conoscenza, teorico e autore di numerosi saggi sullo sviluppo capitalista e lo sviluppo delle lotte nonché redattore del progetto di ricerca militante Commonware;
FEDERICO CHICCHI, anch’egli già presente ai seminari dello scorso anno, docente di sociologia economica all’Università di Bologna e anch’egli autore di numerosi saggi (“Inchiesta e conricerca”, in: Genealogie del futuro, “Il tempo della precarietà. Sofferenza soggettiva e disagio della postmodernità”, “Soggettività smarrita. Sulle retoriche del capitalismo contemporaneo”).
NON MANCATE, DUE ORE DI CULTURA GRATIS E UNA GHIOTTA OCCASIONE FORMATIVA!

Terzo appuntamento con i seminari del NAP!

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Terzo appuntamento della terza edizione dei seminari NAP.
E siccome tre è il numero perfetto, festeggiamo con un luminare del mondo accademico: Sandro Mezzadra, docente di Filosofia Politica all’Università di Bologna.
Autore di numerosissimi saggi che hanno segnato il dibattito nel Movimento degli ultimi dieci anni.
Scrive di se: “Il mio lavoro sui temi proposti dagli studi postcoloniali, condotto in un dialogo costante con alcuni dei protagonisti di questa corrente di studi, si è progressivamente concentrato su alcuni temi fondamentali del dibattito filosofico-politico contemporaneo: la soggettivazione politica, la teoria della giustizia, il rapporto tra inclusione ed esclusione nelle trasformazioni della cittadinanza, lo statuto dell’universale. Questi stessi temi sono stati del resto negli ultimi anni al centro dell’intera mia attività di ricerca, e hanno in particolare caratterizzato sia i miei studi su W.E.B. Du Bois e il pensiero politico afro-americano (coronati nel 2010 con la pubblicazione di un’ampia raccolta dei suoi scritti, a cui ho premesso una lunga introduzione) sia il mio lavoro sulle trasformazioni contemporanee dell’istituto del confine”. Autore tra le altre cose di “diritto di fuga” (saggio su migrazioni, cittadinanza e globalizzazione), Mezzadra sarà nostro ospite per parlare degli ultimi vent’anni di fenomeno migratorio nel nostro paese.
In tempi di retorica Salviniana, un dibattito necessario per mettere gli elementi al posto giusto e rifuggire dalla logica dell’odio, fondata spesso sull’ignoranza.
Ci vediamo DOMENICA 21 DICEMBRE, DALLE 17e30 ALLE 19e30 NELLA SALA BIBLIO DELLA COOP INFRANGIBILE!
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AUTOFORMAZIONE-RIVOLUZIONE – STEP 2 – SORVEGLIARE E PUNIRE

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DOMENICA 23 NOVEMBRE secondo appuntamento della terza edizione di autoformazione-rivoluzione!
Dopo il primo partecipatissimo incontro, in cui abbiamo affrontato il tema della struttura capitalista, sarà la volta della discussione su un tema complesso e delicato: la repressione.
E’ nostra convinzione che negli ultimi anni si siano ristretti sempre più gli spazi di agibilità dialettica per i movimenti sociali. Comportamenti e momenti di lotta che sino a qualche anno fa erano dati per scontati ora sono oggetto di repressione, così come i comportamenti sociali sono sempre più combattuti nel dispiegarsi della loro autonomia in favore di un maggiore disciplinamento,
Da Foucault in avanti, sappiamo come il sistema nel suo complesso tenda al modello del “carcere sociale”. Da ciò consegue un restringimento della possibilità di evasione dallo stesso e anche la repressione di cui sopra.
Alla luce delle richieste di pena di 9 anni per i 4 NoTav incolpati di aver distrutto una trivella, crediamo sia giunto il momento di aprire una riflessione non vittimistica ma propositiva sul tema del contrasto alla repressione.
Come rompere la gabbia? Come far sì che chi lotta, sia questa lotta in Val Susa, ai picchetti della logistica o nell’occupazione delle case non venga più esposto a conseguenze drammatiche sia privatamente che politicamente?
Tutti stimoli di cui parleremo a partire dall’analisi dello scenario piacentino (e dei numerosi fogli di via emessi dalla questura per la lotta a IKEA) ma anche da due casi particolari: avremo infatti con noi i ragazzi di associazione ACAD e Francesco del comitato di lotta Bussoleno (Val Susa).
Rispetto al primo incontro, quindi, meno economia e più fatti immediatamente percepibili da chi lotta, ma non per questo il venir meno di una volontà di approfondimento teorico su un tema troppo spesso sottovalutato.

La Piacenza che alcuni scelgono di non vedere: picchetti antisfratto, cultura e lotte operaie.

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Con una settimana di ritardo (troppi impegni!) rilancio la bella notizia del primo e riuscito picchetto antisfratto del NAP. Un fronte di lotta importante che mi permette di dire due parole anche su quanto di male sta facendo la nostra amministrazione comunale.
Si era partiti in estate con l’annuncio della “tolleranza zero” verso le famiglie morose (alla faccia del “centrosinistra”), si è continuato “storti” con il bando presentato quindici giorni fa dall’Assessore Cugini. Il bando permette ai privati di ricevere un rimborso dal comune in caso di affittuari morosi. Dico che questa è una soluzione “storta” perchè, sebbene sia evidente che quantomeno si prende in considerazione un tema sinora ignorato dalle istituzioni, è anche vero che non mi sembra il modo migliore di intervenire. Piuttosto che rimborsare i privati, si sarebbe potuto dare loro solo la parte relativa all’inicidenza fiscale derivante dal possesso dell’immobile sbilanciando invece parte del fondo del bando verso gli inquilini, integrandone il reddito. e’ ovvio che sarebbe stata una soluzione complicata, ma con un’analisi “caso per caso” si sarebbe potuta praticare. No è in ogni caso dalle istituzioni che attendiamo una risposta, e quindi…via di picchetti!
Sfratto rimandato!!! La casa e’ un diritto!!

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Ma la scorsa settimana è stata segnata anche dal ritorno dei picchetti all’IKEA. Un blocco attuato con sapienza, ottimizzando le poche forze disponibili dopo il mega-sforzo dell’ultimo periodo (sciopero sociale del 16 ottobre, trasferte e nocciolo del nostro collettivo intento a preparare il seminario). Il dato che portiamo a casa è che la dignità e la lotta degli operai IKEA non si sono fatti piegare da mesi di repressione e calunnia mediatica. La lotta sarà di lunga durata, e noi ci saremo fino alla fine e al completo reintegro dei lavoratori licenziati secondo il sindacato SiCobas per motivi politici.

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infine, un’altra bella notizia. Il primo appuntamento del seminario del NAP è andato benone. Una presenza numericamente non scontata visto che era sabato pomeriggio e vista la storica difficoltà di Piacenza a recepire un livello di approfondimento su temi complessi.
Nel ringraziarvi, vogliamo invitarvi tutti al secondo appuntamento che si terrà domenica 23 novembre. Il tema sarà decisamente meno teorico e più comprensibile. Si parlerà infatti di repressione, di tutti quei piccoli e grandi escamotage che la governance mette in campo per reprimere i movimenti sociali. Un tema di centrale importanza su cui però in Italia stenta a partire una riflessione complessiva. Non mancate. A breve posteremo anche il video del primo incontro per chi se lo fosse perso.