In Comune

Nel 2007, a 21 anni, sono stato eletto al Consiglio Comunale di Piacenza, dove ho ricoperto l’incarico di capogruppo di Rifondazione Comunista. E’stata un’esperienza altamente formativa, nella quale ho imparato che non piegarsi ai compromessi imposti dalla “politica ufficiale” ha un prezzo molto alto: ogni volta che ho attaccato poteri forti e privilegiati l’isolamento in cui mi sono trovato dentro al “palazzo” è stato assoluto, per fortuna superato dall’affetto di tante compagne e compagni nella vita di tutti i giorni. Come consigliere comunale, la mia azione si è svolta su due direttrici principali.

La prima è stata la difesa, nonostante il periodo di crisi e la scarsità di risorse, del livello di servizi alla persona (dall’infanzia agli anziani) che lo ha reso Piacenza un’eccezione positiva nel panorama italiano. Si tratta di tutti quegli interventi sul sociale che non fanno notizia, che non attirano l’attenzione ma che influiscono sulla vita delle persone più di iniziative dal forte impatto mediatico: su mia proposta è stato istituito un “fondo anticrisi” che dura da ormai tre anni rivolto a chi si trova in difficoltà economiche dovute a licenziamento o cassa integrazione, è stato inserito il 20% di edilizia popolare in ogni piano di nuove edificazioni, si è mantenuto un elevato livello (il migliore in Italia) di servizi agli anziani e all’infanzia (nonostante le simpatie privatizzatrici di alcuni colleghi di coalizione), si sono accolti minori orfani che rischiavano di rimanere in mezzo a una strada come successo in alcune città amministrate diversamente.

L’altra direttrice è stata la difesa dei beni comuni, fronte sul quale mi sono trovato troppo spesso da solo. Credo sia importante sottrarre agli interessi speculativi privati beni come l’acqua e l’aria, il verde pubblico e l’edilizia scolastica o popolare. Ho aiutato i comitati promotori a raccogliere le firme per il referendum del 2011 contro la privatizzazione dell’acqua (come ha fatto a livello nazionale Rifondazione mentre solo dopo si sono aggiunti PD e IDV, che però erano in prima fila davanti alle telecamere il giorno della vittoria…), e in questo senso già mi ero battuto in Consiglio Comunale contro la fusione di Enia in Iren: una soluzione che allontana da Piacenza il potere decisionale e che ci porterà verosimilmente ancora più alle dipendenze del mercato finanziario. Purtroppo sono stato solo, ma anche così sono riuscito a garantire per qualche anno il mantenimento del 50%+1 di Iren in mani pubbliche..si tratta di un fronte da presidiare anche nei prossimi anni!

Sempre grazie alla nostra azione in Consiglio Comunale è stato ultimato un quadro di risistemazione dell’edilizia scolastica di competenza comunale (materne, elementari e medie), ma anche su quella di competenza provinciale (superiori) o fatto qualche piccola conquista come far inserire nella ristrutturazione del palazzo ex-Enel una palestra (che ritengo comunque inadeguata) per il Liceo Gioia. Mi sono battuto per allungare l’orario di apertura della biblioteca Passerini Landi alla sera, ottenendo purtroppo solo promesse (almeno finora).

A maggio del 2012 sono stato rieletto raddoppiando i miei voti. Da allora ricopro nuovamente l’incarico di capogruppo per la lista “Sinistra per Piacenza”, una formazione che radunava Rifondazione e altri gruppi/soggetti della sinistra piacentina. C’è tanto da fare ma ripeto…senza militanza e costruzione di coscienza politica fuori dal palazzo..stare dentro al palazzo non serve!

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