IMPERO E REPRESSIONE GLOBALE…UN PARADIGMA DAI TRAGICI ESITI

Ieri sera riflettevo su alcuni fatti tragici avvenuti in settimana
La scorta armata della petroliera Enrica Lexia, costituita dalla Marina Militare Italiana, apre il fuoco contro un’imbarcazione al largo del Kerala: due morti. Ma per New Delhi sul peschereccio non c’erano armi.
Un vigile urbano a Milano spara e uccide un giovane cileno ( http://www.osservatoriorepressione.org/2012/02/milano-vigile-urbano-spara-e-uccide-un.html )…

…NEL MONDO (IMPERO?) GLOBALIZZATO, SI VERIFICA UN PERVERSO EFFETTO A CATENA TRA I CORPI REPRESSIVI:
1) GLI ESERCITI ASSUMONO IL RUOLO DI “POLIZIA INTERNAZIONALE” (E’ VERO IN CASO DI IERI MA PENSIAMO ANCHE ALLA “GUERRA INFINITA”, A COME ESSA SIA FUNZIONALE AD APPIANARE I “NODI CRITICI” NEL SISTEMA CAPITALISTA GLOBALIZZATO);
2) LE POLIZIE NAZIONALI ASSUMONO RUOLI UN TEMPO PROPRI DEGLI ESERCITI (REPRESSIONE RIVOLTE DI PIAZZA O MOVIMENTI POPOLARI…NON C’E’ UN CONTESTO IN CUI SFUGGANO DA TALE FUNZIONE);
3) LE POLIZIE LOCALI ASSUMONO RUOLI PROPRI DELLE POLIZIE DI STATO (L’OMICIDIO DI MILANO E’UN CASO LIMITE, CON UN CORPO DI “DURI E PURI” ISTITUITO AD HOC DALL’EX VICE SINDACO DECORATO, MA ANCHE A PIACENZA IL NUOVO REGOLAMENTO COMUNALE ATTRIBUISCE AI MUNICIPALI -ALCUNI DEI QUALI, POSSO GARANTIRLO, PERSONE SQUISITE CHE MAL DIGERISCONO TALE DEVIANZA DI FUNZIONI- COMPITI CHE NON SI ADDICONO E VA QUINDI RIVISTO!).

Mi rendo conto di legare tra loro sfere molto diverse, ma sono convinto che il legame, magari non così schematico come lo ho presentato, esista.
Pertanto, intervenire su quello spicchio di repressione in mano al Comune di Piacenza significa intervenire, praticamente ma prima ancora culturalmente, su un paradigma estendibile a livello globale, e in un certo senso rendere giustizia ai due morti indiani, ai profughi palestinesi, ai civili afghani e a tutte le vittime delle “operazioni di polizia internazionale” comunemente note come “peace-keeping”, “peace-enforcement”, “guerre preventive” o “guerre umanitarie”..

BLOCCO DI LUNEDI’ 13 ALLA CEVA – SOLO LA LOTTA PAGA!

 

Lunedì mattina sono stato al presidio dei lavoratori della Ceva a Cortemaggiore, avvenuto per la seconda volta sotto una neve battente.
Alla Ceva è avvenuto un classico nel campo della logistica piacentina: la cooperativa che gestiva il personale ha chiuso i battenti, e ha passato la mano ad una nuova cooperativa che però è governata dagli stessi della precedente. Il passaggio ha comportato il licenziamento di 15 lavoratori, tra i quali i più combattivi e sindacalizzati.
I lavoratori bloccano i cancelli dell’azienda per ore, impedendo l’ingresso dei camion. I lavoratori, quasi tutti stranieri, protestano per i licenziamenti politici operati dall’ azienda. Lo sciopero è stato autorganizzato dal sindacato di base SICOBAS. Rifondazione Comunista e il Network Antagonista Piacentino sono con i lavoratori per aiutarli nella lotta.
Nel corso del blocco un camionista tenta di forzare il blocco investendo un operaio, che facciamo portare via da un’ambulanza.
Solo quando la Ceva si decide a confrontarsi con il sindacato in un tavolo di trattativa i lavoratori abbandonano il blocco dei cancelli, dimostrando una volta di più (come era stato l’estate scorsa alla TNT) che i risultati, in una fase di scontro brutale tra padronato e diritti come quella che stiamo attraversando, si ottengono solo quando si ha il coraggio di lottare senza paura o mediazioni di sorta.
Questi sono i migranti che non si vendono per 5 euro ne per 500 al mese. Lo scandalo della logistica piacentina prosegue.

Network Antagonista Piacentino – chi siamo

Il Network Antagonista Piacentino è una rete che, partendo dalla locale giovanile di Rifondazione Comunista, punta a coagulare intorno alle lotte altri gruppi, collettivi, sindacati o anche semplici soggettività slegate da organizzazioni.

E’infatti nostra convinzione che ad oggi nessuna sigla della galassia della sinistra sia autosufficiente per opporsi alle conseguenze della crisi economico-finanziaria del capitalismo, e tanto più in una piccola città come Piacenza riteniamo si debbano unire le forze senza stare a guardare le tessere nel portafoglio!

Anche se molti di noi vengono appunto da un percorso di partito, non ci affidiamo ciecamente al meccanismo della delega elettorale. Lo contempliamo con tutti i suoi tatticismi, le alleanze e le mediazioni che comporta, ma riteniamo che non possa assolutamente sostituirsi alle lotte quotidiane che sono il motore della storia!

Le sirene “moderniste” del “nuovo ulivo” (PD, SEL, IDV) non ci affascinano perchè sappiamo che nascondono le solite vecchie facce attaccate alla poltrona e strategicamente divergenti dalla nostra visione di un futuro senza padroni. Allo stesso modo, non ci affascina chi vuol far politica con l’antipolitica, dicendo che “tanto sono tutti uguali” (Beppe Grillo e affini): ci sembra un approccio superficiale e soprattutto declamato da chi non abbiamo mai visto al nostro fianco a occupare una piazza o una fabbrica!

Chi ci interessa sono gli studenti, gli operai e i migranti, i loro problemi quotidiani.
Sicuramente odiamo il razzismo e ogni giorno (non solo il 25 aprile!) portiamo avanti i valori della Resistenza. Tutti coloro che si riconoscono nei valori di quella galassia che è la sinistra extraparlamentare coi suoi sindacati, partiti e centri sociali (i cui rispettivi odi sono a nostro modo di vedere da superare) è il benvenuto per fare un pezzo di strada insieme!

Dalla Crisi di sistema nasce la necessità di ricercare soluzioni nuove, di rottura con le forme tradizionali della politica che hanno prodotto la stessa crisi.
Da sempre, la fuga dei giovani da Piacenza affligge le potenzialità di esprimersi di una richiesta di alternativa che è invece presente. Per questo sentiamo l’esigenza di non disperdere le forze, unendo in un unico corpo collettivo esperienze anche diverse fra loro, in un continuo interscambio. Per questo un Network, una rete di progetti militanti che, anche provenendo da culture politiche differenti, sentono l’urgenza di compattarsi contro il muro di gomma dei poteri forti locali e nazionali e il loro apparato repressivo. Luogo d’incontro di progetti e di elaborazione di lotta politica, il Network Antagonista Piacentino si incontra ogni settimana alla Coop Infrangibile: le riunioni sono aperte e le proposte ben accette, pur nell’ambizione di rimanere collegati all’agenda politica del Movimento nazionale e transnazionale che si sta ridefinendo dopo la cirsi globale del 2008.

NELLE SCUOLE, NELLE FABBRICHE, NEI QUARTIERI…AI NOSTRI POSTI CI TROVERAI!